Cast:
Lidia Munaro, Silvia
Ronco, Maria Maddalena Galvan, Raffaella Giulianati, Stefano Farina,
Marco Francini, Maurizio Cerato, Alberto Bozzo, Pino Fucito, Annarita
Scaramella; e con l’amichevole partecipazione di Ermanno Caneva e
Paola Dalmoro
Note di regia:
Primo lavoro
teatrale di Antonio Fogazzaro che confluirà insieme ad altri
due bozzetti teatrali (Il ritratto mascherato e Nadejde) nel volume
Scene del 1903, “El garofolo rosso” è una pièce
dialettale incentrata attorno alle vicende della contessa Marieta,
astiosa vegliarda cieca che vive in un ospizio per anziani nobili
decaduti, e del fedifrago marito. I due sono separati da tempo. Ormai
prossima alla conclusione dei suoi giorni, assistita dalla fedele
fantesca Tonina, trova ancora la forza per mostrare il suo carattere
forte temprato dalle tristi vicissitudini che la vita le ha
riservato. Pur sembrando un testo anomalo della produzione
fogazzariana il “garofolo” presenta seppure in modo grottesco
alcuni temi cari agli autori del romanticismo crepuscolare. Si parla
di tradimenti, di vecchiaia, di morte, di destino, ma fortunatamente
il buon Fogazzaro, utilizzando il dialetto, introducendo effetti
comici, impostando figure macchiettistiche al limite del verismo, si
allontana da quel manierismo artificioso dilagante in quei tempi. I
personaggi della vicenda appartengono come in molti altri esempi
della sua produzione, alla borghesia, ma sono solamente lontani
parenti di conti e marchesi, siamo in quella zona di confine in cui
nobiltà e popolo riescono a convivere fino a confondersi
insieme senza trascurare i sentimenti e gli affetti più
intimi, più liricamente personali.